lunedì 24 giugno 2013

Decolla la collaborazione fra MTV Lombardia e la rete dei Borghi Europei del Gusto

Sabato 22 giugno il VI Festival Europeo del Gusto ha conosciuto l'incontro fra la Presidenza del Movimento del Turismo del Vino della Lombardia ( il Presidente Carlo Pietrsanta e la segretaria del Movimento Lucilla Ortolan) e l'Ufficio Stampa della Associazione Internazionale  Azione Borghi Europei del Gusto, presso l'Agriturismo Le Due Torri di Trevignano.
L'incontro è servito per dettagliare i progetti di collaborazione che prevedono la presentazione di 'Comunicare per Esistere' a San Colombano (Milano) in ottobre e la realizzazione di stage di informazione
che coinvolgono le terre di collina :  i Colli Milanesi , Botticino (è un comune della provincia di Brescia, nell'area pedemontana immediatamente a nord-est del capoluogo), le Cinque Terre (Liguria) e i Colli di Mantova.
AGRITURISMO DUE TORRI - foto numero 1 AGRITURISMO DUE TORRI - foto numero 2

Il VI Festival Europeo del Gusto fa tappa a Trevignano, a Villa Onigo

Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento del Turismo del Vino della Lombardia, ha partecipato venerdì
14 giugno a Villa Onigo (Trevignano-Tv), all'incontro promosso da GustaTrevignano nell'ambito del VI Festival Europeo del Gusto.
Il tema dell'incontro (" Il Turismo enogastronomico come volano di un turismo sostenibile”), è stato introdotto dal Presidente della Pro Loco ed è stato dibattuto con interventi dall'Assessore Dimitri Feltrin (Referati: Bilancio, tributi, controllo di gestione e attuazione del programma, comunicazione istituzionale e partecipazione dei cittadini, politiche giovanili e tempo libero) e dal Consigliere Antonello Adriano CANNAS (delega: Politiche famigliari, rapporti con le associazioni), dei rappresentanti della ConfCommercio,Confagricoltura,Coldiretti, da giornalisti e comunicatori.
L'incontro ha sviluppato soprattutto gli aspetti della comunicazione, ponendosi la domanda di come una manifestazione locale possa in realtà funzionare come volano di conoscenza e valorizzazione che oltrepassino i confini locali.
L'esperienza di GustoTrevignano può rappresentare un 'format' ben più ambizioso : può essere,infatti, il motore per lanciare la comunità (in collaborazione e facendo sistema con tutto il montebellunese e il Montello), e creare flussi di turismo intelligente.
La serata si è conclusa a convivio presso il ristorante pizzeria Capriccio2 di Falzè di Trevignano, con una cena ispirata alla Calabria, terra d'origine della famiglia Grande.

Mausoleo germanico di Quero


Il Mausoleo germanico di Quero è uno dei tanti luoghi in Italia dove riposano le salme di soldati austro-ungarici e tedeschi risalenti alla Grande Guerra. Sorge sulla sommità del Col Maor, un piccolo rilievo delle Prealpi Bellunesi vicino al corso del Piave dove si trovava un avamposto asburgico nell'ultimo anno di guerra. I lavori iniziarono nel 1936 su progetto dell'ingegnere tedesco Robert Tischler (che eseguirà anche l'incompiuto Ossario di Colle Pion di Pinzano al Tagliamento) e terminò 3 anni più tardi. Ospita un'unica fossa comune con le spoglie di 3.465 soldati (di cui 232 Alpenkorps tedeschi) morti nelle battaglie sul Massiccio del Grappa tra il novembre del 1917 e l'ottobre del 1918.

La costruzione, in porfido di Passo Rolle, è visibile anche da lontano ed assomiglia ad una fortezza, con mura possenti e due blocchi che si elevano sopra il muro di cinta. Una piccola scalinata conduce all'entrata, posta su una delle due torri. Dopo pochi passi ci si trova nella sala d'onore, il punto centrale del Mausoleo: qui infatti si può vedere l'altare, in granito nero svedese, e i libri in metallo con i nomi degli 865 soldati identificati. Sulle pareti, rivestite in tufo della Carnia, i mosaici raffigurano 12 soldati afflitti per la perdita dei propri commilitoni mentre sulla volta dell'entrata è ancora ben visibile un'aquila di ispirazione nazista (a cui è stata cancellata, a posteriori, la svastica tra gli artigli). Sempre sulle pareti si può ancora leggere la scritta "Stavamo insieme nei ranghi schierati, stavamo insieme in vita. Perciò uguale croce ed uguale onore furono a noi dati sulla tomba. Ora ci riposiamo dall'infuocata lotta e consolati aspettiamo l'eternità". L'unica fonte di luce di questa stanza deriva da un'apertura circolare sulla volta.

All'esterno una doppia cinta muraria forma un camminamento che porta fino al secondo bastione dove si trova la fossa comune. Sulle pareti, sia interne che esterne, si possono notare diversi bassorilievi, ispirati probabilmente a temi esoterici tipici del nazismo.
INFORMAZIONI
Col Maor (accesso da Via Giovanni XXIII)
I-32030 Quero (BL)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Comune di Quero
Piazza Marconi, 1
I-32030 Quero (BL)
Tel. +39 0439 781811

Il Sacrario Francese di Pederobba

Il sacrario ricorda la fratellanza militare italo - francese, Voluto dal Maresciallo Petain, fu inaugurato contemporaneamente a quello Italiano di Bligny, dove riposano 3453 sodati italiani caduti in Francia.
In quanto nei rapporti di interscambio militare in conto all'aiuto offerto dagli Alleati al nostro esercito dopo Caporetto, gli italiani inviarono in Francia il 2° C.A. due divisioni suddivise in quattro brigate: Napoli, Salerno, Bresica e Alpi, da metà aprile del 1918. Gli italiani subirono subito gravi perdite, in sei mesi lasciarono sul terreno 4375 morti e 6359 feriti. Per onorare quindi i rispettivi morti, i francesi costruirono in Italia il Sacrario di Pederobba contenenti le spoglie di Mille soldati e gli italiani riunirono nel cimitero di Bligny, non lontano da Verdun 3453 tombe dei propri caduti.
I soldati francesi vennero traslati dai vari cimiteri militari e in particolare dal Cimitero di San Vito.
Per rafforzare la fratellanza militare italo - francese venne costruito l'emblematico monumento antistante dove le maestose personificazioni della Francia e dell'Italia reggono un caduto francese sulle ginocchia come madri addolorate ma orgogliose del figlio caduto che torna nel loro grembo.
Tra il 1917 e il 1918 il contingente francese arrivò a fornire circa 130.000 uomini rappresentando per l'esercito italiano un sostegno determinante e significativo per l'esito del conflitto.
Oggi quindi l'imponente sacrario simile ad una surreale parete rocciosa rimane a costante ricordo del sacrificio dei giovani francesi che sul Tomba e sul Piave persero la loro vita.
Ancora oggi il Sacrario è meta di gruppi Francesi ed italiani che qui si recano per commemorare i caduti sepolti, i nomi sono elencati in lapidi allineate sotto la lunga parete del sacrario e targhe a ricordo e a memoria sono state negli anni cementate sotto il monumento principale.

Foto del Sacrario di Pederobba
 

La Grande guerra nel Piave, Grappa e Montello : la partecipazione inglese



Cimitero Britannico

Il Corpo di Spedizione Britannico entrò in linea il 4 dicembre 1917, quando fu chiaro a tutti gli alleati che la linea di resistenza sul Piave avrebbe retto l’insistenza offensiva degli austroungarici.
Da quella data le operazioni lungo il Piave videro il frequente impiego delle divisioni anglosassoni, che ebbero numerosi caduti, in particolare nella fase conclusiva del conflitto.
Il cimitero militare di Giavera del Montello ospita alcune centinaia di tombe, ognuna identificata da una lapide candida che riporta i dati anagrafici del caduto e lo stemma del reggimento di appartenenza. Sulla maggior parte delle lapidi sono incise frasi struggenti, dettate direttamente dai familiari.

Si chiude a Malga Camparonetta (Alano di Piave) il VI Festival Europeo del Gusto

Domenica 23 giugno si è concluso il VI Festival Europeo del Gusto, con un incontro a Malga Camparonetta, in Alano di Piave.
L'appuntamento, organizzato dagli Amici del Museo civico storico territoriale la Grande Guerra, è servito a presentare il progetto di informazione Comunicare Per Esistere, I percorsi della Grande Guerra.
Hanno partecipato rappresentanti di associazioni e istituzioni dalla Pedemontana del Grappa (Gruppo Alpini di Cavaso del Tomba e di Pederobba) ; l'Associazione Battaglia del Solstizio (Nervesa della Battaglia) ; i Volontari dell'Ecomuseo della Grande Guerra ; il Museo degli Alpini di Sedico (BL); la Guerra di Hemingway (Fossalta di Piave) ; l'Associazione Italia-Austria , sezione Veneto ; il gruppo Tracciati ; delegati da Borgo Valsugana (Tn), dal Lazio, dall'Inghilterra, dalla Francia.

E' stato delineato un planning per la realizzazione di un itinerario televisivo che toccherà tutte le regioni italiane e i Paesi Europei interessati alle manifestazioni del Centenario.
L'incontro si è concluso con un 'rancio alpino' : un ottimo minestrone di fagioli e patate ; i formaggi di Malga Mure e i salumi  locali, ben accompagnati dal pane rustico del Panificio Errandi di Alano di Piave.
Il Sindaco, dott.ssa Serenella Bogana, ha tenuto il discorso finale.



martedì 18 giugno 2013

Le abbazie benedettine in Europa


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olandesi, producono la cosiddetta “birra delle abbazie” a marchio registrato.
Abbazia di Melk (Austria)
Abbazia benedettina fondata nel 1089, è da allora un importante centro spirituale e culturale in Austria. I monaci vantano una tradizione di conoscenze in molti campi delle scienze naturali e umane nonché della musica. Famose l’antica scuola e la biblioteca.

San Benedetto trascorse tutta la sua vita nella ristretta fascia dell'Italia centrale (Umbria e Lazio) dove fondò, in particolare a Subiaco e a Montecassino, i primi esempi illustri di complessi monastici della storia del cristianesimo. La sua Regola, a partire dal pieno Medioevo e fino ai nostri giorni, è stata diffusa dai seguaci e successori del santo in ogni Paese e continente. Questa diffusione del pensiero benedettino ha visto sorgere di pari passo monasteri e abbazie quali elementi caratterizzanti l’aspetto cenobitico, stanziale, del monachesimo benedettino. Le abbazie benedettine sparse in tutto il mondo, e in Europa particolarmente, testimoniano la grandiosa forza spirituale e culturale di cui esse si fecero mediatrici. La rete di abbazie europee, quelle storicamente più ricche e importanti, rappresenta il tessuto connettivo della storia europea e della sua società civile. Il monastero diventa l’elemento culturale e urbanistico intorno al quale molti paesi e città nascono e si sviluppano.

Tra le numerose abbazie europee occorre ricordare le seguenti:
L'abbazia di Westminster (Inghilterra)
Si trova a Londra ed è un sito “patrimonio dell'umanità UNESCO”. Di predominante stile gotico, essa è tradizionale sede delle incoronazioni e di sepoltura dei monarchi britannici.
Mont-Saint-Michel (Francia)
Il santuario sorge sul Mont Saint-Michel, un isolotto roccioso situato presso la costa settentrionale della Francia. Dal 1979 fa parte del Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO.
Abbazia di Cluny (Francia)
Fondata dal Duca di Aquitania nell'omonimo paese, sede dell’Ordine cluniacense, già a partire dal tardo X secolo l’abbazia divenne la guida illuminata del monachesimo occidentale e la più famosa, prestigiosa e sovvenzionata istituzione monastica in Europa.
Abbazia di Citeaux (Francia)
Situata in Borgogna, è la storica culla della Riforma Cistercense. I suoi monaci, particolarmente dediti alle attività manuali e all’agricoltura, elaborarono le tecniche che ancora oggi in gran parte presiedono alla vinificazione del vino detto Borgogna.
Abbazia di San Gallo (Svizzera)
Fondata agli inizi del VII secolo da San Gallo, nel 747 Pipino il Breve vi introduce la Regola benedettina. L’abbazia assume così un posto di primaria importanza nel mondo culturale tedesco tra l’VIII e l’XI secolo.
Monastero di Reichenau (Germania)
Situato sull’isola omonima del Lago di Costanza, rappresenta una straordinaria testimonianza del ruolo culturale oltre che religioso svolto da un monastero benedettino nel Medioevo.
Abbazia di Lorsch (Germania)
Patrimonio culturale dell’umanità, un tempo abbazia benedettina, offre ai visitatori uno splendido esempio di architettura del basso Medioevo e una vasta collezione di esposti nel Museo interno alla struttura.
Abbazia di Notre Dame d'Orval (Olanda)
Fondata dai cistercensi nel 1132, ancora oggi ospita una comunità di monaci trappisti che, insieme a poche altre abbazie



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Chiostro dell'Abbazia di Casamari