Il VI Festival Europeo del Gusto ha preso l'avvio questa mattina, con una diretta radiofonica da Alano di Piave .
Ai microfoni la Presidente della Pro Loco di Alano di Piave, Maria Serena Spada e il segretario e la Presidente della Pro Loco di Fener, Lorenza Segato.
Le Presidenti hanno 'raccontato' la storia e i programmi dei due sodalizi.
In serata nuova diretta radiofonica, sempre da Alano di Piave, per presentare la rassegna Sapori d'Europa
del ristorante pizzeria al Molin e un 'salto' alla casa degli Alpini, dove è in preparazione, per domani, uno spiedo di toro.
sabato 8 giugno 2013
venerdì 7 giugno 2013
Domenica 9 giugno , il Festival Europeo del Gusto incontra i borghi di montagna
La seconda giornata del VI festival
Europeo del Gusto fa tappa a Quero, al Mulino la Vallina.
“La vecchia stalla aveva ormai fatto
(purtroppo) il suo tempo - osserva Lucia,nume tutelare di questa
splendida 'oasi'-: ora ci sono, dopo un meticoloso restauro, tre
appartamenti per vacanze.Gli animali però abitano ancora la valle:
galline, oche, conigli. Ci sono pure Agata (una giovane asinella) e
Stella una cavalla. La Vallina non ha quindi perso la propria
identità. Anzi: gli ospiti che vengono a passare qui da noi un po’
di riposo, possono fare un salto indietro nel tempo, perché il
vecchio mulino a pietra c’è ancora e funziona come una volta. Ne
abbiamo ricavato un museo dove si possono ammirare gli oggetti in uso
in passato: ve ne spiegheremo l'uso e ve li faremo anche
provare.Tutto attorno invece ci sono i campi, dove coltiviamo frutta
e verdura e dove alleviamo gli animali della nostra fattoria
didattica.”
I giornalisti e i comunicatori
dell'Associazione l'Altratavola incontrano l'Associazione Tra le
Rocce e il Cielo (Vallarsa-Tn) che racconteranno del Festival della
montagna vissuta con consapevolezza ( in Vallarsa dal 29 agosto all’
1 settembre). Mostre, film, incontri, uscite sul territorio,
convegni, laboratori, concerti, spettacoli, presentazioni di libri
arricchiranno i quattro giorni della manifestazione – organizzata
dall’associazione culturale Tra le rocce e il cielo in partnership
con Accademia della montagna del Trentino – ,che si svolge nel
suggestivo e incontaminato ambiente della Vallarsa (TN), all’ombra
delle Piccole Dolomiti.
Testimonianze verranno raccolte anche
dalla Montagna Trevisana , dalla Lessinia e dal Monte Baldo Vr),
dalla Valle Grana (Cuneo), dalla Romania e dall'Albania.
Segue una degustazione di prodotti
pugliesi della Selezione Chironi (Lecce) e di formaggi di montagna,
con i vini del Trentino Alto Adige e del Veneto.
Giovanna e Luca Vidorin (Panificio Il
Tuo Forno di Falzè di Trevignano-Tv) ,scelgono il pane su misura per
accompagnare le diverse eccellenze presentate.
Infine Andrea Columbro (Pastificio
Columbro, Fano) propone le sue paste interpretate con i ragù di
cinghiale, tipici delle zone 'alte'.
lunedì 3 giugno 2013
Le montagne dell'Albania al VI Festival Europeo del Gusto ad Alano di Piave
Il territorio dell'Albania è per lo più montuoso, a nord lo delimitano le vette (oltre 2.500 m s.l.m.) delle Alpi Albanesi e sud i rilievi dell'Epiro.
I fiumi hanno valli profonde con pareti scoscese e terreni coltivabili in fondovalle. Generalmente non navigabili, i fiumi ostacolano piuttosto che favoriscono gli spostamenti all'interno della regione alpina.
Le strade sono poche e scarse. A causa della mancanza di vie di comunicazione interne e di contatti con l'esterno, una società tribale è proliferata in questa zona per secoli. Solo dopo la Seconda guerra mondiale si è cercato seriamente di integrare le popolazioni della regione nella vita nazionale albanese.
La zona delle pianure alluvionali, riceve precipitazioni stagionali, è drenata piuttosto male ed è alternativamente arida o allagata. Gran parte del terreno della pianura è di bassa qualità. La pianura alluvionale è spesso inospitale quanto le montagne e non fornisce un sollievo dal difficile territorio dell'interno. Suoli di buona qualità con precipitazioni affidabili, tuttavia, si trovano nei bacini dei fiumi intermontani, nella regione dei laghi lungo il confine orientale ed in una stretta fascia di terre di media altitudine fra le pianure litoranee e le montagne dell'interno.
Appena ad est delle pianure, le regioni montagnose centrali, chiamate Çermenikë dagli albanesi, sono una zona delle altitudini generalmente moderate, fra 305 e 915 m s.l.m., con alcuni punti che superano i 1.520 metri. Gli spostamenti della faglia che costituisce approssimativamente il confine occidentale delle regioni montagnose centrali causano frequenti, ed occasionalmente intensi, terremoti.
Anche se il terreno accidentato e punti di elevata altitudine contraddistinguono le regioni montagnose centrali, la prima catena montuosa importante dell'interno partendo dall'Adriatico è una zona dalle rocce principalmente serpentine (il nome deriva dal colore verde scuro e dell'aspetto spesso maculato), che si estende per quasi tutta la lunghezza del paese, dalle alpi albanesi settentrionali fino al confine greco a sud di Coriza (Korçë). All'interno di questa zona, ci sono molte zone in cui predominano gli affioramenti appuntiti di calcare e arenaria, anche se le catene in generale sono caratterizzate da montagne arrotondate.
Le montagne ad est della zona di serpentina sono le più alte dell'Albania e superano i 2.753 metri nella catena del monte Korab (Mali Korabit) con il picco del Korabi (Maja e Korabit), che è la cima più alta d'Albania.
Insieme alle alpi albanesi settentrionali ed alla zona di serpentina, le alture orientali sono i territori più accidentati ed inaccessibili di tutta la penisola balcanica.
Il nord del paese
Nell'estremo nord, le montagne (dette Alpi Albanesi) sono un'estensione delle Alpi Dinariche e, più specificamente, dell'altopiano calcareo montenegrino. Le montagne settentrionali dell'Albania sono più alte ed accidentate della maggior parte dell'altopiano, sono costituite da strati di calcari e dolomia e vi si incontrano fenomeni di carsismo, la vetta più elevata di questa zona è il monte Jezercës (2.694 m s.l.m.).I fiumi hanno valli profonde con pareti scoscese e terreni coltivabili in fondovalle. Generalmente non navigabili, i fiumi ostacolano piuttosto che favoriscono gli spostamenti all'interno della regione alpina.
Le strade sono poche e scarse. A causa della mancanza di vie di comunicazione interne e di contatti con l'esterno, una società tribale è proliferata in questa zona per secoli. Solo dopo la Seconda guerra mondiale si è cercato seriamente di integrare le popolazioni della regione nella vita nazionale albanese.
La zona delle pianure alluvionali, riceve precipitazioni stagionali, è drenata piuttosto male ed è alternativamente arida o allagata. Gran parte del terreno della pianura è di bassa qualità. La pianura alluvionale è spesso inospitale quanto le montagne e non fornisce un sollievo dal difficile territorio dell'interno. Suoli di buona qualità con precipitazioni affidabili, tuttavia, si trovano nei bacini dei fiumi intermontani, nella regione dei laghi lungo il confine orientale ed in una stretta fascia di terre di media altitudine fra le pianure litoranee e le montagne dell'interno.
La zona centrale
Una bassa fascia costiera si estende dal confine settentrionale verso sud fino alla zona di Valona (Vlorë). In media, si estende per meno di sedici chilometri verso l'interno, ma si allarga fino a circa cinquanta chilometri nella zona di Elbasan nell'Albania centrale. Nelle sue condizioni naturali, la fascia litoranea è caratterizzata da una vegetazione composta di bassi arbusti, variabile da sparsa a densa. Ci sono grandi zone paludose ed altre zone spoglie e soggette all'erosione. Ad altitudini leggermente più elevate, dove le precipitazioni sono regolari—ai piedi delle regioni montagnose centrali, per esempio - gran parte dei terreni sono coltivabili. Le terre confinanti sono sfruttate dovunque l'irrigazione sia possibile.Appena ad est delle pianure, le regioni montagnose centrali, chiamate Çermenikë dagli albanesi, sono una zona delle altitudini generalmente moderate, fra 305 e 915 m s.l.m., con alcuni punti che superano i 1.520 metri. Gli spostamenti della faglia che costituisce approssimativamente il confine occidentale delle regioni montagnose centrali causano frequenti, ed occasionalmente intensi, terremoti.
Anche se il terreno accidentato e punti di elevata altitudine contraddistinguono le regioni montagnose centrali, la prima catena montuosa importante dell'interno partendo dall'Adriatico è una zona dalle rocce principalmente serpentine (il nome deriva dal colore verde scuro e dell'aspetto spesso maculato), che si estende per quasi tutta la lunghezza del paese, dalle alpi albanesi settentrionali fino al confine greco a sud di Coriza (Korçë). All'interno di questa zona, ci sono molte zone in cui predominano gli affioramenti appuntiti di calcare e arenaria, anche se le catene in generale sono caratterizzate da montagne arrotondate.
Le montagne ad est della zona di serpentina sono le più alte dell'Albania e superano i 2.753 metri nella catena del monte Korab (Mali Korabit) con il picco del Korabi (Maja e Korabit), che è la cima più alta d'Albania.
Insieme alle alpi albanesi settentrionali ed alla zona di serpentina, le alture orientali sono i territori più accidentati ed inaccessibili di tutta la penisola balcanica.
Il meridione
Nell'area più meridionale del paese i rilievi riprendono la direzione nord-ovest-sud-est tipica della penisola balcanica, la vetta più elevata è il monte Tomorit (2.416 m s.l.m.). Le catene montuose meridionali sono più accessibili della zona di serpentina, delle alture orientali, o delle alpi albanesi settentrionali. La transizione verso le pianure è meno brusca ed il fondovalle, coltivabile, è più ampio. Il calcare, il minerale predominante, è responsabile per le scogliere e le acque cristalline della costa a sud di Valona. L'erosione di una miscela di rocce meno dure ha fornito i sedimenti che hanno formato nella zona montagnosa meridionale valli più ampie rispetto a quelle caratteristiche del resto del paese. Questo tipo di territorio ha spinto verso lo sviluppo del latifondo, influenzando così la struttura sociale dell'Albania meridionale.Le montagne della Romania al VI Festival Europeo del gusto
Nel corso del VI Festival Europeo del Gusto che si tiene ad Alano di Piave (BL), verranno presentate anche le montagne della Romania.
L'arco dei Carpazi si estende per oltre 1000 km attraverso il centro del paese, coprendo un'area di circa 70.000 km². Questi monti sono di bassa e media altitudine, e la loro base non è più larga di 100 km; sono profondamente solcati da valli longitudinali e trasversali e da diversi grandi fiumi. Queste caratteristiche, unite al fatto che sono presenti molti valichi (fino a 2256 m), hanno reso i Carpazi una barriera molto più debole rispetto ad altre catene montuose europee. Un'altra caratteristica peculiare di queste montagne è la presenza di numerose piattaforme erose che formano così altopiani ad altitudini relativamente elevate; vi sono in questa zona insediamenti permanenti oltre i 1200 m.
I Carpazi rumeni sono divisi in tre sotto-catene: i Carpazi orientali, i Carpazi meridionali (o Alpi Transilvaniche) e i Carpazi occidentali; ognuna di queste catene ha particolarità che la distinguono dalle altre.
I Carpazi orientali sono composti di tre creste che corrono parallele da nord-ovest a sud-est; laa più occidentale è una catena di vulcani estinti, con parecchi coni e crateri preservatisi ancora oggi. La catena possiede molte depressioni, nella più larga delle quali si trova la città di Braşov; importanti centri industriali e miniere, così come aree agricole, sono situate all'interno di queste depressioni. I Carpazi orientali sono coperti da foreste (circa il 32% delle foreste del paese si trovano qui), e contengono importanti risorse minerarie (oro e argento); inoltre le loro sorgenti di acque minerali hanno favorito la nascita di numerosi centri benessere.
I Carpazi meridionali ospitano i più alti picchi del paese, il Monte Moldoveanu (2544 m) e il Monte Negoiu (2535 m), e più di 150 laghi glaciali. Vi si trovano vaste distese erbose ed alcune foreste, ma poche grandi depressioni ed ancora meno risorse minerarie; ad altitudini più elevate, il vento e la pioggia hanno modellato la roccia in forme spettacolari, come la Sfinge dei Bucegi e le Babele. La regione è attraversata in lungo e in largo da un'antica rete di strade trans-carpatiche, e sono ancora oggi visibili vestigia delle antiche vie romane; i numerosi valichi e le valli dell'Olt, del Jiu e degli altri affluenti del Danubio forniscono passaggi naturali per le strade e le ferrovie che attraversano la catena.
I Carpazi occidentali sono i più bassi tra i tre, e sono frammentati da molte profonde depressioni; storicamente esse funzionarono da "porte", che permettevano un facile passaggio ma potevano all'occorrenza essere prontamente difese: le più famose sono le Porte di ferro sul Danubio. I Carpazi occidentali sono i più densamente abitati, ed è nella parte settentrionale di questa catena, nei Monti Apuseni, che si possono trovare insediamenti permanenti alle più elevate altitudini.
L'arco dei Carpazi si estende per oltre 1000 km attraverso il centro del paese, coprendo un'area di circa 70.000 km². Questi monti sono di bassa e media altitudine, e la loro base non è più larga di 100 km; sono profondamente solcati da valli longitudinali e trasversali e da diversi grandi fiumi. Queste caratteristiche, unite al fatto che sono presenti molti valichi (fino a 2256 m), hanno reso i Carpazi una barriera molto più debole rispetto ad altre catene montuose europee. Un'altra caratteristica peculiare di queste montagne è la presenza di numerose piattaforme erose che formano così altopiani ad altitudini relativamente elevate; vi sono in questa zona insediamenti permanenti oltre i 1200 m.
I Carpazi rumeni sono divisi in tre sotto-catene: i Carpazi orientali, i Carpazi meridionali (o Alpi Transilvaniche) e i Carpazi occidentali; ognuna di queste catene ha particolarità che la distinguono dalle altre.
I Carpazi orientali sono composti di tre creste che corrono parallele da nord-ovest a sud-est; laa più occidentale è una catena di vulcani estinti, con parecchi coni e crateri preservatisi ancora oggi. La catena possiede molte depressioni, nella più larga delle quali si trova la città di Braşov; importanti centri industriali e miniere, così come aree agricole, sono situate all'interno di queste depressioni. I Carpazi orientali sono coperti da foreste (circa il 32% delle foreste del paese si trovano qui), e contengono importanti risorse minerarie (oro e argento); inoltre le loro sorgenti di acque minerali hanno favorito la nascita di numerosi centri benessere.
I Carpazi meridionali ospitano i più alti picchi del paese, il Monte Moldoveanu (2544 m) e il Monte Negoiu (2535 m), e più di 150 laghi glaciali. Vi si trovano vaste distese erbose ed alcune foreste, ma poche grandi depressioni ed ancora meno risorse minerarie; ad altitudini più elevate, il vento e la pioggia hanno modellato la roccia in forme spettacolari, come la Sfinge dei Bucegi e le Babele. La regione è attraversata in lungo e in largo da un'antica rete di strade trans-carpatiche, e sono ancora oggi visibili vestigia delle antiche vie romane; i numerosi valichi e le valli dell'Olt, del Jiu e degli altri affluenti del Danubio forniscono passaggi naturali per le strade e le ferrovie che attraversano la catena.
I Carpazi occidentali sono i più bassi tra i tre, e sono frammentati da molte profonde depressioni; storicamente esse funzionarono da "porte", che permettevano un facile passaggio ma potevano all'occorrenza essere prontamente difese: le più famose sono le Porte di ferro sul Danubio. I Carpazi occidentali sono i più densamente abitati, ed è nella parte settentrionale di questa catena, nei Monti Apuseni, che si possono trovare insediamenti permanenti alle più elevate altitudini.
domenica 2 giugno 2013
I prodotti tipici di Vallarsa (Tn) al VI Festival Europeo del Gusto
L'Associazione Tra le Rocce e il Cielo, nel suo intervento al VI Festival Europeo del Gusto, presenterà
anche i prodotti tipici di Vallarsa.
VINO Müller Thurgau
FORMAGGI DI MALGA
anche i prodotti tipici di Vallarsa.
VINO Müller Thurgau
| Il
Müller Thurgau è un vino particolare che gratifica l'olfatto con il suo
profumo di salvia e di fiori. Ideale come aperitivo, si accompagna
molto bene anche con piatti a base di pesce, specialmente se non troppo
sapidi. È ottenuto dal vigneto Rio Romini che circonda la località Riva
di Vallarsa, dove si coltiva il Müller Thurgau, un vitigno non autoctono
ma che si è naturalizzato e che si adatta molto bene alle quote attorno
ai 700-750 metri, dove può dare i massimi risultati in termini sia
qualitativi sia di produzione. Fornisce un vino aromatico, molto
elegante, e quindi un prodotto molto ricercato dall'attuale mercato che
ricerca produzioni capaci di dare sensazioni ed emozioni prima di tutto
all'olfatto. Il vino, imbottigliato dall'azienda Vivallis di Nogaredo, è
etichettato come prodotto di vigna: Trentino Müller Thurgau della Vigna
Rio Romini. Si propone come simbolo della montagna di Vallarsa, una
produzione quasi al limite ma che fa onore a un territorio capace di
rendere disponibili caratteristiche uniche e irripetibili, con le quali
si può promuovere il territorio senza scontrarsi con le grandi
problematiche della globalizzazione.
Per ulteriori informazioni: www.rioromini.it
|
MIELE DI MONTAGNA
|
ERBE MEDICINALI
|
| In Vallarsa si producono formaggi di malga con latte sia vaccino sia caprino. Si tratta di formaggi con un gusto, un aroma e un sapore inimitabili, inconfondibili, perché derivano dal latte di animali non stressati, fatti pascolare in ambiente salubre e alimentati con foraggi autoctoni. Il latte crudo è lavorato direttamente in malga, con metodi semplici e tradizionali, senza aggiunta di additivi, e anche l'affumicatura e la stagionatura, quando necessarie, sono effettuate con metodi naturali, come da tradizione. Col latte delle capre Camosciate si producono robiola, ricotta, caciotte fresche, caprini con erbette e caprino stagionato. Col latte vaccino invece formaggi freschi, mezzani e stagionati, caciottine con le erbe, ricotta fresca e affumicata, musso, Gratta Zochi, tosella, yogurt e burro. Tutto rigorosamente di malga (Malga Zocchi e Malga Streva). |
Sabato 8 giugno, parte il VI Festival Europeo del Gusto ad Alano di Piave
La prima giornata del VI Festival
Europeo del Gusto, promosso dall'Associazione l'Altratavola sotto il
Patrocinio del Comune di Alano di Piave e dell'Associazione
Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto, si svolge sabato 8
giugno, con una diretta radiofonica con la Pro Loco di Alano di
Piave, sul tema : “ Il Festival : una occasione di conoscenza e
valorizzazione per il Basso Feltrino”.
Maria Serena Spada, presidente del
sodalizio, proporrà i diversi appuntamenti del 2013.
In particolare la 21ma Festa dei
Ciodet dal 13 al 22 settembre , con la terza edizione del Giro delle
Fontane (22 settembre).
La Festa è dedicata all'ambiente e ai
prodotti tipici di montagna, con fine settimana ricchi di
appuntamenti e iniziative all'insegna della natura, della
gastronomia, della cultura e del divertimento.
Protagonisti indiscussi della
manifestazione saranno certamente i funghi, in particolare i
chiodini, ingredienti che rientrano nella preparazione di numerosi
piatti locali; non mancherà comunque la possibilità di assaporare
tante altre specialità tipiche bellunesi: polenta e funghi, il
''Pastin'', la Sopressa, lo Schiz e altri formaggi freschi o alla
piastra.
sabato 1 giugno 2013
Alla azienda agricola Mazzolada, a Portogruaro
L'Associazione l'Altratavola realizza l'ultimo anteprima di informazione del VI Festival Europeo del Gusto nel Veneto Orientale.
La trasmissione multimediale L'Italia del Gusto visita infatti l'azienda agricola Mazzolada a Portogruaro.
La tenuta Mazzolada si estende per 126 ha, di cui 95 ettari a vigneto, interamente coltivati in zona a denominazione di origine controllata.
Tre quarti dei vigneti presenti nella tenuta Mazzolada sono di nuovo impianto, con una densità pari a 3.500/4.500 viti per ettaro.
In Azienda le scrupolose cure della vigna precedono gli attenti e moderni processi di lavorazione dell’uva.
Mazzolada, infatti, con l’ausilio di tecniche e attrezzature all’avanguardia, come la spremitura soffice, la temperatura controllata in vinificazione e l’affinamento in barriques francesi, garantisce le migliori condizioni qualitative per la produzione dei vini.
La generosità dei vitigni e le moderne attrezzature, fanno si che Mazzolada abbia una capacità produttiva di quasi 1.000.000 bottiglie/anno.
La trasmissione multimediale L'Italia del Gusto visita infatti l'azienda agricola Mazzolada a Portogruaro.
La tenuta Mazzolada si estende per 126 ha, di cui 95 ettari a vigneto, interamente coltivati in zona a denominazione di origine controllata.
Tre quarti dei vigneti presenti nella tenuta Mazzolada sono di nuovo impianto, con una densità pari a 3.500/4.500 viti per ettaro.
In Azienda le scrupolose cure della vigna precedono gli attenti e moderni processi di lavorazione dell’uva.
Mazzolada, infatti, con l’ausilio di tecniche e attrezzature all’avanguardia, come la spremitura soffice, la temperatura controllata in vinificazione e l’affinamento in barriques francesi, garantisce le migliori condizioni qualitative per la produzione dei vini.
La generosità dei vitigni e le moderne attrezzature, fanno si che Mazzolada abbia una capacità produttiva di quasi 1.000.000 bottiglie/anno.
Iscriviti a:
Post (Atom)